HomeMarket RadarWeekend
Weekend

Record a Wall Street e Milano, petrolio in crollo: l'Iran verso l'intesa

Sintesi

Maggio si chiude con i mercati azionari ai massimi storici e il petrolio in picchiata. Venerdì gli indici USA hanno chiuso a livelli record - S&P 500 a 7.580,06 (+0,22%), Nasdaq a 26.972,62 (+0,20%), Dow oltre 51.000 per la prima volta - e a Milano il FTSE MIB ha chiuso a 50.037 (+0,42%), in area record. Il motore è duplice: il boom dell'AI trade e il crollo del Brent a $91,70 (-1,1%, -17% nel mese) sulle notizie di un'intesa preliminare USA-Iran per estendere il cessate il fuoco. Per i certificati: contesto favorevole agli autocall con i sottostanti ai massimi, ma volatilità ai minimi (VIX 15,32) che comprime le cedole sulle nuove emissioni.

Macro

Il driver della settimana è duplice. Da un lato l'AI trade in pieno boom: Dell ha guadagnato circa il 33% (miglior seduta di sempre) su trimestrale oltre le attese e guidance alzata, con i semiconduttori in scia (Micron oltre 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione). Gli indici USA archiviano nuovi record - S&P 500 a 7.580,06, Nasdaq a 26.972,62 e Dow a 51.032,46, sopra quota 51.000 per la prima volta - alla nona settimana di rialzi, la più lunga dal 2023; in controtendenza solo il Russell 2000 (-0,59%).

Dall'altro il crollo dell'energia: il Brent è sceso a $91,70 (-1,1%), circa -17% nel mese, dai $114 del 4 maggio, sulle speranze di un'intesa USA-Iran - fattore strutturalmente disinflazionistico. Sul fronte tassi, il calo del petrolio allenta la pressione obbligazionaria: il Treasury 10Y è al 4,45% (28/5) e il Bund tedesco è sceso verso il 2,96%. Negli USA è cambiata la guida della Fed - Kevin Warsh si è insediato come presidente il 22 maggio - con la prossima riunione FOMC il 16-17 giugno e il mercato che non prezza tagli per il 2026. Quadro opposto in Europa: l'inflazione dell'eurozona è risalita verso il 3% in aprile, e la BCE è attesa in rialzo l'11 giugno.

Geopolitica

Il tema dominante resta l'Iran. È stata riportata un'intesa preliminare USA-Iran: un memorandum di 60 giorni per estendere il cessate il fuoco e garantire il transito senza restrizioni nello Stretto di Hormuz, con la rimozione delle mine entro 30 giorni. Ma Trump non ha ancora approvato l'accordo e Teheran afferma che non è finalizzato. Venerdì Trump ha alimentato l'attesa annunciando una decisione finale a breve, ribadendo la linea rossa su Hormuz, che deve essere immediatamente aperto al traffico in entrambe le direzioni. Il Pakistan sta mediando i colloqui indiretti tra Washington e Teheran.

Sullo sfondo, sul fronte ucraino un drone russo ha colpito un edificio in Romania (membro NATO e UE), spingendo al rialzo il comparto difesa europeo.

Mercati Italia

Venerdì il FTSE MIB ha chiuso a 50.037 (+0,42%, +211 punti), in area record dopo aver superato il 25 maggio il precedente massimo storico del 2000 (record intrasettimanale a 50.220). A trainare banche e ciclici: in testa Banca Mediolanum, Nexi e FinecoBank, con UniCredit +1,8% e Intesa Sanpaolo e Generali a +1%; in calo i petroliferi (Eni -0,5%) e Prysmian (-1,5%) con il greggio in ribasso.

Sul fronte macro domestico: il PIL del primo trimestre è stato rivisto a +0,8% a/a e la disoccupazione è scesa al 5,1% in aprile, ma l'inflazione italiana è risalita al 3,3%, ben sopra il target BCE del 2%. Implicazione: un rialzo BCE l'11 giugno sosterrebbe il margine d'interesse delle banche - cuore del MIB - ma resta da monitorare lo spread BTP-Bund (circa 71 bps al 25/5) in un contesto di tassi in risalita.

Market Dashboard

Dati: chiusure di venerdì 29 maggio 2026 (salvo diversa indicazione).

S&P 500: 7.580,06 (+0,22%) - record
Nasdaq Composite: 26.972,62 (+0,20%) - record
Euro Stoxx 50: ~6.040 (-0,25%)
FTSE MIB: 50.037 (+0,42%) - area record (record 50.220 il 25/5)
DAX: 25.104,70 (+0,05%)
US 10Y Treasury: 4,45% (28/5; 29/5 non ancora consolidato)
Bund 10Y: ~2,96%
Brent: $91,70 (-1,1%) - circa -17% nel mese
WTI: ~$85,80
Gold: ~$4.570 (+0,8%)
EUR/USD: ~1,1650
VIX: 15,32 (-2,67%) - vicino ai minimi delle 52 settimane
Spread BTP-Bund: ~71 bps (25/5)

Outlook & Implicazioni

Cosa monitorare la prossima settimana. La settimana entrante (1-5 giugno) culmina con il report sull'occupazione USA di maggio (venerdì), primo grande test sui tassi; prima, ISM manifatturiero e servizi e i dati flash di inflazione e PMI in eurozona. La settimana successiva il vero evento: la riunione BCE dell'11 giugno, con il mercato che prezza circa il 91% di probabilità di un rialzo di 25 pb. Catalizzatore aperto: l'eventuale firma dell'intesa con l'Iran e la riapertura di Hormuz, al ribasso per il petrolio e al rialzo per il risk appetite.

Per i certificati:

  • Sottostanti ai massimi: probabilità di autocall elevata su large cap USA/europee e bancari italiani.
  • VIX a 15: cedole più magre sulle nuove emissioni (volatilità implicita bassa).
  • Petrolio in crollo: pressione sui sottostanti energy (worst-of con Eni o titoli oil).
  • Rialzo BCE: sostegno ai bancari (margine d'interesse), ma attenzione al riprezzamento dei tassi.
  • Da monitorare: jobs report USA (ven), firma intesa Iran, BCE 11/6.

Crypto

Divergenza netta rispetto all'azionario. Venerdì Bitcoin trattava intorno a $73.380 (sostanzialmente piatto) ed Ethereum a circa $2.006 (-0,7%), con il BTC ancora lontano dal massimo storico di $126.198 dell'ottobre 2025. Il risk-on di maggio non si è trasferito al comparto crypto: l'appetito al rischio resta concentrato su equity e AI. Per i certificati nessun supporto dal settore: le strutture crypto-linked non confermano il movimento dei mercati tradizionali.

Fonti

Reuters, CNBC, TheStreet, Yahoo Finance, Il Sole 24 Ore, Milano Finanza, money.it, TradingEconomics, FRED, Fortune, Oilprice, Bloomberg, Polymarket (probabilità BCE), BCE. Dati: chiusure di venerdì 29 maggio 2026; US 10Y al 28/5 (29/5 non ancora consolidato su FRED); spread BTP-Bund al 25/5.