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Lagarde spegne il rimbalzo: mercati in rosso nonostante la pausa Trump

Sintesi

I mercati europei aprono in calo nonostante la proroga di 10 giorni di Trump sugli attacchi all’Iran (deadline: 6 aprile), tradendo le attese pre-market positive. Il catalizzatore del ribasso è la presidente BCE Lagarde: ha avvertito che i mercati stanno sottovalutando la gravità dello shock Iran e che l’ECB è pronta ad alzare i tassi anche se l’inflazione dovesse rivelarsi temporanea. Il petrolio sale ulteriormente (+2,5% Brent a ~$104) nonostante la pausa di Trump, segnalando che il mercato non crede a un accordo imminente. I futures USA si sono invertiti in territorio negativo. FTSE MIB apre a 43.562 (-0,32%) e scende a ~43.254 (-1,02%) a metà seduta.

Macro

Il rimbalzo atteso non si è materializzato. Nonostante la proroga di Trump, il mercato continua a prezzare uno scenario di stagflazione prolungata: il petrolio non scende, i futures USA si sono invertiti in negativo nel corso della mattinata, e i rendimenti obbligazionari rimangono elevati (US 10Y a 4,42%).

Il vero catalyst della seduta è Lagarde: nel discorso di questa mattina ha avvertito che i mercati stanno sottovalutando la gravità e la durata dello shock Iran, che gli investitori potrebbero essere “in denial” sulla persistenza della disruption, e che l’ECB è pronta ad alzare i tassi anche in caso di shock inflazionistici temporanei. L’ECB mantiene il tasso al 2,0% ma prevede ora un’inflazione media al 2,6% nel 2026 nello scenario base e potenzialmente sopra il 4% nello scenario avverso. I mercati stanno rapidamente riprezzando il rischio di rialzi BCE, invertendo le aspettative di tagli di inizio anno.

Geopolitica

Trump ha esteso di 10 giorni la pausa agli attacchi sulle infrastrutture energetiche iraniane, con deadline al 6 aprile. Il mercato non ha festeggiato: la proroga è letta come un segnale di stallo negoziale, non di de-escalation reale. L’Iran continua a rifiutare negoziati diretti con Washington, mentre il petrolio sale ulteriormente segnalando che il mercato non crede a un accordo imminente.

Il G7 dei ministri degli Esteri riunito in Francia entra nel secondo giorno di lavori: Iran e Ucraina sono al centro dell’agenda. Nota diplomatica: la Francia ha revocato l’invito al Sudafrica dopo che gli USA avevano minacciato di boicottare il summit in caso di presenza sudafricana.

Il 6 aprile rimane la scadenza critica. Ogni dichiarazione nelle prossime 10 giornate è un potenziale market mover istantaneo in entrambe le direzioni.

Mercati USA

L’S&P 500 ha chiuso ieri a 6.477 (-1,74%), il Nasdaq a 21.408 (-2,38%) in correzione tecnica (oltre -10% dal picco di gennaio), il Dow a 45.960 (-1,01%). Driver: Brent +5,66% a $108, Meta -7,7% per sentenze legali, Nvidia -3,7%, Alphabet -3,5%.

Questa mattina i futures, inizialmente positivi in pre-market, si sono invertiti: S&P -0,46%, Nasdaq -0,69%, Dow -0,45%. Il cambiamento di tono è stato accelerato dalle dichiarazioni di Lagarde e dalla ripresa del petrolio. Il VIX sale a ~29,82, segnalando un’accelerazione della volatilità. Il Senate USA ha approvato nella notte un provvedimento per finanziare il DHS (TSA inclusa) ponendo fine al partial shutdown federale che stava creando caos negli aeroporti.

Mercati Europa

I mercati europei hanno deluso le attese pre-market: invece dei rialzi fino a +0,4% attesi dai futures, hanno aperto in rosso. Stoxx 600 -0,21%, DAX -0,28%, CAC 40 -0,04%, Euro Stoxx 50 -0,18%. I venditori sono tornati subito all’apertura.

Il catalizzatore è Lagarde, che questa mattina ha dichiarato che i mercati stanno sottovalutando lo shock Iran e che l’ECB è pronta ad intervenire con rialzi dei tassi. Il mercato sta velocemente riprezzando il rischio BCE hawkish, invertendo le attese di tagli che erano ancora prezzate a inizio anno. EUR/USD stabile a 1,1540 — il rischio di rialzi ECB sostiene marginalmente l’euro, ma l’impatto negativo sulla crescita agisce in direzione opposta.

Mercati Italia

Il FTSE MIB ha chiuso ieri a 43.701 (-0,71%), penalizzato da UniCredit (-2%), Prysmian (-2,58%) e dal settore bancario in generale su allargamento spread BTP-Bund. In controtendenza Saipem (+5,8%) e Recordati (+4,75%, su voci OPA da CVC).

Oggi il MIB ha aperto a 43.562 (-0,32% rispetto al close di ieri) e ha continuato a scendere nel corso della mattinata fino a ~43.254 (-1,02% a metà seduta). Nessun sollievo dalla proroga Trump: il petrolio alto continua a pesare sui finanziari tramite lo spread BTP-Bund e le aspettative di rialzi ECB. La fiducia dei consumatori italiani è scesa a 92,6 in marzo, il livello più basso da ottobre 2023, a conferma del deterioramento del sentiment domestico.

Market Dashboard

S&P 500 (ieri close): 6.477 (-1,74%)
Nasdaq (ieri close): 21.408 (-2,38%)
Dow Jones (ieri close): 45.960 (-1,01%)
S&P 500 Futures: ~6.495 (-0,46%)
Nasdaq Futures: ~23.631 (-0,69%)
Dow Futures: ~46.024 (-0,45%)
Euro Stoxx 50: -0,18% all’apertura
DAX: -0,28% all’apertura
FTSE MIB: aperto a 43.562 (-0,32%), ora ~43.254 (-1,02%)
US 10Y Treasury: 4,42% (+8,8 bps ieri)
VIX: 29,82 (+8,67% intraday)
Brent: ~$104 (+2,5%)
Gold: ~$4.453 (+1,0%)
EUR/USD: 1,1540 (stabile)
Bitcoin: ~$66.600 (-3,97%)

Top Movers & Laggards

Winners (ieri):
• Saipem +5,8% — beneficiario diretto del petrolio alto
• Recordati +4,75% — voci OPA da CVC
• Eni +2% — energia in rialzo
• Gold +1,0% oggi — safe haven in accelerazione

Losers (ieri + oggi):
• Meta Platforms -7,7% — sentenze legali su sicurezza minori
• Nvidia -3,7% / Alphabet -3,5% — sell-off tech
• Prysmian -2,58% — industriali in risk-off
• UniCredit -2%, Intesa -1,8% — spread BTP-Bund
• Bitcoin -4% — risk-off generalizzato

Outlook & Implicazioni

Cosa significa oggi: La seduta inverte la narrativa di stamattina presto. Non è un rimbalzo — è una continuazione del risk-off, con un nuovo catalizzatore hawkish (Lagarde) che si aggiunge al petrolio strutturalmente alto e ai dubbi sulla reale de-escalation Iran. Il mercato sta iniziando a prezzare una BCE che alza i tassi in un contesto di crescita in frenata: scenario stagflazionistico per l’Europa.

Per i certificati:
• VIX a ~30: volatilità elevata sostiene le cedole implicite su nuove emissioni ma aumenta il rischio barriera su posizioni aperte
• FTSE MIB già -1% intraday: le barriere su sottostanti italiani, in particolare bancari, meritano monitoraggio
• Nasdaq in correzione -10%+ dal picco: worst-of con tech esposti rimangono sotto pressione
• Autocall probability ridotta su tech, ciclici e finanziari europei; più stabile su energy e difesa

Cosa monitorare:
Lagarde oggi — eventuali ulteriori dichiarazioni dopo quelle di stamattina
PCE inflation USA — dato in uscita questo pomeriggio: può amplificare o attenuare il movimento
Brent — se consolida sopra $104 nonostante la proroga Trump, il mercato lo leggerà come segnale che il conflitto si prolunga
6 aprile — deadline proroga Trump: data più rilevante nel calendario geopolitico a breve
BTP-Bund spread — da monitorare se ECB hawkish si consolida come narrativa dominante

Crypto

Bitcoin ~$66.600 (-3,97% nelle ultime 24h), Ethereum in calo analogo. Il mercato crypto segue il risk-off generale, amplificato dall’inversione dei futures USA e dall’accelerazione del VIX. Il Fear & Greed è in zona di estrema paura.

Scade oggi un blocco di opzioni BTC da $14,16 miliardi con max pain a $75.000 — circa il 12% sopra i prezzi correnti, segnalando elevata pressione ribassista sul mercato derivati. Nessun segnale positivo per risk appetite o autocall probability in questa sessione. Supporto chiave BTC a $64.000.